giovedì 1 settembre 2016

L’ABUSO DI MEDICINALI PER IL DEFICIT ERETTILE NEL MONDO DEL PORNO: REALTÀ O FINZIONE?


Ai giorni nostri, forse anche viziati dal bombardamento di immagini sempre più esplicite, molti tendono a vedere gli attori pornografici come mezze divinità, direttamente discendenti dal dio greco Eros e dotati di capacità sessuali a dir poco strabilianti.
Tuttavia, la realtà dei fatti è ben diversa!

Prendiamo spunto per questa riflessione direttamente dalla nostra attività clinica, dove spesso capita di imbatterci in alcuni professionisti dei film per adulti che ci raccontano la loro versione. 

Ovviamente per loro il sesso è una professione, un lavoro come un altro che, per quanto all’apparenza “intrigante” e “invidiabile” (sotto certi aspetti), richiede comunque molta fatica e impegno e perde (almeno in parte) il suo lato puramente leggero o passionale.


Come in qualsiasi altra industria, anche in questo settore bisogna produrre, e molto! Gli attori, come quelli di qualunque altro genere cinematografico, sono impegnati a girare scene su scene, talvolta anche la stessa per un numero interminabile di volte… perché non sempre è “buona la prima”. Solo che, in questo particolare genere di film, oltre alle capacità recitative è richiesta, anzi imprescindibile, una “forzatura” delle proprie erezioni o delle normali tempistiche del periodo refrattario.

Pertanto, anche le persone più dotate sessualmente, in questi 
particolari contesti, possono riscontrare delle problematiche di tipo erettile o funzionale.


Per arrivare al dunque della nostra riflessione, il problema più serio che si riscontra in tale ambiente (dal punto di vista clinico) è la totale mancanza di controllo medico: certo, gli attori sono obbligati a sottoporsi periodicamente agli esami per verificare il proprio stato di salute specificatamente per le malattie sessualmente trasmissibili, ma per quanto riguarda proprio le problematiche legate a ciò che possiamo definire “i ferri del mestieri”, sono assolutamente lasciati in balia di se stessi.

Perché questi attori, per quanto dotati, atletici e abituati a un’attività sessuale superiore alla media, sono pur sempre uomini, maschi con le stesse identiche funzionalità organiche dei “comuni mortali”. 
E, come tutti i comuni mortali, per sostenere i “ritmi” richiesti nel loro specifico ambito lavorativo ricorrono spesso all’utilizzo di farmaci per potersi garantire prestazioni sempre all’altezza della situazione.



Il problema è che l’utilizzo di questi aiuti chimici avviene in maniera del tutto casuale e, talvolta, indiscriminata… col conseguente rischio di provocare serie complicazioni.
Sempre più spesso, infatti, ci troviamo come andrologi ad affrontare patologie derivanti proprio dall’eccessiva e non controllata assunzione di questo tipo medicinali. 
E la più grave e pericolosa patologia è il Priapismo: un’erezione eccessivamente lunga, anche in assenza di stimolo sessuale, che può compromettere il necessario apporto di sangue ossigenato al tessuto erettile del pene, con il conseguente rischio di perdita (definitiva) dell'erezione.

Nostro dovere è, dunque, quello di sottolineare che non esistono i supereroi o uomini dalle capacità sessuali sovrannaturali!




Professionisti dell’hard, playboy incalliti, semplici amatori che desiderano avere un rapporto più che soddisfacente, ricordatevi sempre che tutti i farmaci per il deficit erettile sono sicuri solo SE prescritti da un andrologo e SE assunti con una corretta indicazione e dosaggio!    





giovedì 18 agosto 2016

IL GRADO DI PREPARAZIONE DEL GENDER SURGICAL TEAM

Sulla prestigiosa rivista internazionale "Urology" è stato recentemente pubblicato un articolo, che ci vede fra i co-autori, relativo alla curva di apprendimento della vaginoplastica nella transessualizzazione MtoF.

In sostanza, ciò che andiamo a ribadire è che la chirurgia di conversione dei caratteri sessuali da maschio a femmina è estremamente delicata, impegnativa e molto complessa: non è, infatti, un'operazione esente da possibili complicanze... 

Per questo l’esperienza e il grado di affiatamento del team è indispensabile, ed è sempre per questo che ci domandiamo, nell'articolo, se esista un numero minimo di procedure di transessualizzazione che definisca il grado di preparazione e competenza del "Gender surgical team"?

In altri termini, quante procedure è necessario eseguire prima di raggiungere un livello di esperienza e accuratezza tale da abbattere in modo significativo il numero delle complicanze?

Per rispondere a tale domanda, il gruppo di urologi torinesi dell'Ospedale Molinette (di cui Androteam fa parte) ha analizzato e valutato tutti gli outcomes connessi con un risultato soddisfacente sia per i chirurghi che, ancor di più, per i pazienti. 

Queste le variabili più importanti che sono state delineate: 

  • Tempo operatorio
  • Profondità della vagina 
  • Perdite ematiche 
  • Giorni di ricovero 
  • Complicanze

Ed ecco il risultato!

Per raggiungere competenze elevate e risultati ottimali sono necessarie 40 procedure di transessualizzazione da maschio a femmina.


Qui il link per chi volesse approfondire http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27443465)



sabato 6 agosto 2016

NIENTE SESSO, SIAMO MILLENNIALS!


Un recente studio, pubblicato sulla nota rivista Archives of Sexual Behavior, delinea un sensibile cambiamento nel comportamento sessuale dei ragazzi nati dopo il 1990 (comunemente chiamati Millennials o iGen).

È emerso, infatti, che questi giovani abbiano uno scarso interesse per il sesso e, di conseguenza, una vita sessuale decisamente meno attiva rispetto ai propri genitori quando avevano la loro stessa età. 
Giusto per darvi la misura, il 15% dei ragazzi tra i 20 e 24 anni non hanno avuto rapporti sessuali da quando hanno compiuto la maggiore età... mentre per i nati nei mitici anni '60 questo fatto avveniva solo nel 6% dei casi!  



Non sta certo a noi giudicare se sia un bene, un male o solo una fase transitoria... Ma secondo il parere della nostra Rosa Bochicchio (consulente in sessuologia) un'educazione più mirata ai sentimenti aiuterebbe sicuramente a capire meglio la sessualità: in fondo, ciò che manca è l'erotismo, il quale richiede fantasia, desiderio e corteggiamento. 


...E l'immaginario erotico, per i ragazzi di questa generazione, è messo da parte dalla fruibilità di immagini pornografiche dirette che, purtroppo, lasciano poco spazio alla fantasia. 



Ovviamente nulla va demonizzato... ma solo educato!

lunedì 27 giugno 2016

RICOSTRUZIONE DEL PENE IN SEGUITO AD AMPUTAZIONE TRAUMATICA: UNA NUOVA VITA È POSSIBILE!

È stato recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista americana "The Journal of Sexual Medicine" un innovativo articolo che sottolinea la possibilità di ottenere una ricostruzione completa del pene in seguito ad amputazione traumatica.


Il gruppo londinese del St. Peter's Andrology (University College of London Hospital - UCLH), guidato dal celebre prof. D. Ralph e del quale fa parte anche il dott. Marco Falcone di Androteam, ha riportato sulla rivista scientifica l'esperienza del Centro maturata negli ultimi 15 anni relativa alla ricostruzione peniena con lembo libero da avambraccio.
La maggior parte dei pazienti sui quali è stata adottata questa tecnica ricostruttiva era proveniente dal Medio Oriente, in particolare dalle zone di guerra dove, purtroppo, gli incidenti causati da esplosioni sono ancora all'ordine del giorno.



Il delicatissimo intervento, della durata di circa 8 ore, ha permesso però a tutti i pazienti di recuperare una qualità della vita sessuale assolutamente soddisfacente, a discapito di un trascurabile tasso di complicanze.


Una ventata di aria fresca, dunque, per i pazienti di tutto il mondo cui la virilità era stata estirpata da guerre o da incidenti stradali.

giovedì 16 giugno 2016

SE SEI UN UOMO, PRENDI ESEMPIO DALLE DONNE!


La maggior parte degli uomini che conosciamo, e che probabilmente conoscete anche voi, danno per scontato che la propria moglie, figlia, madre o sorella vada regolarmente dal ginecologo. Una corretta "abitudine", questa delle donne, che per ragioni antropologiche, sociologiche e chi più ne ha più ne metta... non sembra però avere lo stesso appeal nel mondo maschile! È pensiero comune che l'urologo sia il "corrispettivo" del ginecologo e che questo specialista sia utile "solo" dopo una certa età, per l'uomo. 
Nulla di più sbagliato... Non solo perché l'urologo è utile sempre, dall'infanzia alla fatidica terza età e a prescindere dal genere sessuale di appartenenza, ma soprattutto perché esiste (e molti sembrano ancora non saperlo) una branca dell'Urologia che, come la ginecologia per le donne, si occupa specificatamente delle malattie dell'apparato genitale maschile: l'Andrologia. Certo, è una disciplina giovane e, forse per questo, la popolazione maschile non è ancora sufficientemente informata sulla figura dell'andrologo. Questo specialista non si occupa solo della cura di malformazioni e malattie del pene, dei testicoli o della prostata e dei problemi che un uomo può avere in età avanzata, ma fa anche molta informazione, prevenzione e cerca di correggere stili di vita scorretti, soprattutto sulla popolazione maschile più giovane. 
Ecco il punto! Impariamo a far conoscere e diffondiamo insieme l'utilità dell'andrologo: uno specialista che, per sottili ragioni, è il reale corrispettivo del ginecologo per le donne.
Visite periodiche e regolari da questo “medico dei maschi” dovrebbero diventare una consuetudine, una prassi così come è per le donne l’andare dal ginecologo: dall’adolescenza fino a età avanzata. Ma, a discapito di quanto generalmente si pensi, è l'età puberale uno dei campi di maggior interesse dell'Andrologia, perché è il periodo focale per la preservazione della fertilità.



Infatti, stili di vita non del tutto corretti, come fumare, bere alcol, l’essere sedentari o utilizzare un abbigliamento inadeguato possono avere ripercussioni particolarmente negative sulla propria capacità riproduttiva. E tutto può avere inizio proprio a partire dall'adolescenza poiché una delle principali cause maschili di infertilità di coppia (vedi al riguardo il post del 12/04/2016)  è il varicocele, cioè un'anomala dilatazione delle vene che raccolgono il sangue di scarico dal testicolo e che interessa prevalentemente la popolazione maschile più giovane: almeno 1 adolescente su 4 ne è colpito. Questo disturbo può interferire con la capacità riproduttiva, poiché aumenta la temperatura del testicolo, causando un rallentamento della motilità degli spermatozoi e, in alcuni casi gravi, ne riduce addirittura il numero.



Purtroppo il varicocele non dà sintomi, e difficilmente viene diagnosticato se non lo si va a cercare: troppo spesso lo si rileva solo quando i danni sulla qualità degli spermatozoi sono già avvenuti.
Basterebbe una visita di pochi minuti per accorgersene e per prevenire problemi futuri.
È certo che, qualora non vi sia stata la possibilità di prevenire, si può comunque curare: un piccolo intervento chirurgico e l'aiuto di qualche farmaco permettono di ripristinare nella maggior parte dei casi la situazione iniziale. Ma, lo ripetiamo sempre: cercate/cerchiamo di evitare ai nostri figli un danno funzionale e gravi preoccupazioni per il futuro, quando esiste la possibilità di farli visitare da uno specialista in grado di riconoscere precisamente questa comune problematica adolescenziale.



Esiste però una patologia ben più grave per la quale la prevenzione e la diagnosi precoce fanno davvero la differenza sulla guarigione nostra e, ancor di più, dei nostri figli: il tumore del testicolo.
Premettiamo che non è fra le più frequenti malattie, ma è il tipico tumore che insorge in età giovanile ed è così pericoloso perché si sviluppa in modo molto subdolo. Infatti, negli stadi iniziali, il tumore del testicolo si presenta come una “masserella” solida, dura, assolutamente non dolente all'interno del testicolo.
Ecco perché è davvero fondamentale, non solo una costante autopalpazione, ma anche una periodica visita dall'andrologo che permetta di avere una diagnosi precoce. E anche in questo caso gli uomini devono prendere esempio dalle donne che, per la prevenzione del tumore al seno, si rivolgono periodicamente dal loro ginecologo fin dalla giovane età.
Solo in questo modo si possono riconoscere velocemente tumori potenzialmente fatali... Tumori che fortunatamente, oggi, grazie ai progressi delle tecniche diagnostiche e chirurgiche, da un lato, e delle cure farmacologiche e radioterapiche, dall'altro, possono essere considerati ampiamente guaribili. 

A questo punto, dovrebbe risultare chiaro a tutti gli uomini che i maggiori problemi legati al nostro apparato genitale possono essere gestiti soprattutto grazie a un controllo periodico dall'andrologo: una visita che, vi garantiamo, non porta via più di qualche minuto! 



In conclusione...

Cari colleghi uomini, per quanto riguarda i vostri "compagni di vita e divertimento", fatevi furbi e non aspettate che accada il peggio: sfruttate, almeno in questo caso, la "pari opportunità" che vi è concessa!

lunedì 6 giugno 2016

ALLERGIA ALLO SPERMA: QUANDO LA REALTÀ SUPERA LA FANTASIA!


 
A volte, dietro problemi molto fastidiosi e apparentemente banali, si possono nascondere problemi decisamente inimmaginabili, al limite dell'incredibile! 

È il caso dell'allegria al liquido seminale maschile che, detto in questo modo, può suscitare di primo acchito ilarità e incredulità!

Di fatto, però, questa seppur rara reazione allergica alle proteine contenute nello sperma può rappresentare una spiegazione plausibile e concreta per molte donne che soffrono di disturbi genericamente catalogati tra le vaginiti o le cistiti. In particolar modo, tale ipersensibilità è ampiamente documentata nelle donne che hanno lo stesso partner fisso da tempo.

La fonte di questa spiegazione è autorevole e arriva direttamente dalla Società Internazionale di Medicina Sessuale (ISSM): una potenziale svolta nella diagnosi e terapia di molti disturbi sessuali di coppia.